[:it]Stop dell’EPO ai brevetti per piante e animali ottenuti con procedimenti biologici [:en]Plants and animals obtained by essentially biological processes are no longer patentable with EPO[:]
[:it]BREVETTO EUROPEO
L’Ufficio Europeo di Brevetti ha modificato la propria regolamentazione sui brevetti per piante e animali ottenuti tramite procedimenti essenzialmente biologici, ma sorge una questione di compatibilità con la normativa dell’Unione Europea.
A partire dal 1 luglio 2017 l’Ufficio Europeo dei Brevetti (EPO) non concede più brevetti per piante e animali ottenuti tramite procedimenti essenzialmente biologici.
Il Consiglio di Amministrazione dell’EPO ha infatti deliberato di modificare le Rule 27 e 28 della Convenzione sul Brevetto Europeo (CBE).
Le Rule 27 e 28 modificate prevedono specificamente che “non saranno concessi brevetti europei per piante o animali ottenuti esclusivamente tramite procedimenti essenzialmente biologici”.
La questione della brevettabilità
La questione della brevettabilità di piante e animali ottenuti tramite procedimenti essenzialmente biologici (ovvero incroci e selezioni) è stata oggetto di molte discussioni negli ultimi anni a livello europeo.
Nel 2015 la Camera Allargata dei Ricorsi dell’EPO aveva emesso due decisioni, note come “Broccoli II” e “Tomato II” (G2/12 and G2/13), nelle quali si confermava che benché l’articolo 53(b) della CBE escluda dalla brevettabilità i procedimenti essenzialmente biologici per la produzione di piante, da ciò non consegue che non siano brevettabili i prodotti di tali procedimenti.
Nel novembre del 2016, la Commissione Europea aveva pubblicato una Comunicazione relativa a determinati articoli della direttiva 98/44/CE del Parlamento europeo e del Consiglio sulla protezione giuridica delle invenzioni biotecnologiche secondo la quale sebbene la direttiva non contenga alcuna norma che esclude dalla brevettabilità le piante e gli animali ottenuti tramite procedimenti essenzialmente biologici, l’intenzione del legislatore era che la direttiva prevedesse tale esclusione.
Nel dicembre del 2016 l’EPO annunciò che, alla luce della comunicazione della Commissione Europea, avrebbe sospeso sia le procedure di esame che quelle di opposizione nei casi in cui le invenzioni oggetto della domanda di brevetto fossero piante o un animali ottenuti tramite procedimenti essenzialmente biologici.
A fine giugno 2017, il Consiglio di Amministrazione dell’EPO ha approvato le modifiche normative di cui sopra, senza discuterne preventivamente – per quanto ne sappiamo – con i gruppi e le associazioni di professionisti che vengono spesso consultati in occasioni simili.
Le nuove Rule 27 and 28 CBE sono compatibili con le norme UE?
La Commissione Europea pubblica un documento contenente la propria interpretazione delle norme dell’Unione Europea sulla brevettabilità di piante e animali ottenuti tramite procedimenti essenzialmente biologici.
L’EPO modifica le proprie norme in base al documento della Commissione Europea.
Fine della storia?
No. C’è un aspetto importante della decisione dell’EPO di modificare le Rule 27 e 28 CBE che può porre delle questioni di compatibilità con le norme dell’Unione Europea.
Ovviamente la maggioranza dei paesi del brevetto europeo sono anche stati membri dell’Unione Europea; e secondo le norme dell’Unione Europea, le leggi dell’Unione Europea hanno preminenza rispetto alle leggi nazionali degli stati membri e ai trattati internazionali.
Ma le leggi dell’Unione Europea (nel caso, la direttiva 98/44/CE) non escludono dalla brevettabilità le piante e gli animali ottenuti tramite procedimenti essenzialmente biologici.
Pertanto in qualsiasi stato membro dell’Unione Europea un rifiuto di concedere un brevetto per piante o animali ottenuti tramite procedimenti essenzialmente biologici deve essere considerato in contrasto con la legge dell’Unione Europea.
Va sottolineato inoltre che la Commissione Europea non è un organo legislativo, né un tribunale con l’autorità di interpretare le norme UE. Dunque la Comunicazione relativa a determinati articoli della direttiva 98/44/CE (…) non ha valore legale.
E adesso?
La decisione dell’EPO di negare la brevettabilità a invenzioni che non sono escluse dalla brevettabilità ai sensi delle norme dell’Unione Europea non sembra avere una adeguata base giuridica, come spiegato in dettaglio nel documento del Chartered Institute of Patent Attorneys britannico Observations of CIPA on CA/56/17 (proposed amendments to Rules 27 and 28 EPC).
Sebbene non siano molti i casi ai quali si applicano le modifiche alla CBE di cui sopra, è comunque logico aspettarsi che saranno presentati ricorsi contro il rifiuto di accettare domande di brevetto in base alle versioni modificate delle Rule 27 e 28 CBE.
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EUROPEAN PATENT OFFICE PRACTICE The EPO has amended its rules on patents for plants and animals obtained by essentially biological processes, but the change raises issues of compatibility with European Union law. As from 1 July 2017, the European Patent Office (EPO) no longer issues patents for plants and animals obtained by an essentially biological breeding process. The change was brought in by a decision of the EPO’s Administrative Council to amend Rules 27 and 28 of the European Patent Convention (EPC). The amended Rules 27 and 28 provide specifically that “European patents shall not be granted in respect of plants or animals exclusively obtained by means of an essentially biological process”. BackgroundThe issue of the patentability of plants and animals obtained by an essentially biological (i.e. cross and selection) process has been the subject of some debate in Europe over the last few years. In 2015 the EPO’s enlarged Board of Appeal issued two decisions, known as “Broccoli II and Tomato II” (G2/12 and G2/13). The decisions confirmed that although Article 53(b) EPC excludes from patentability essentially biological processes for the production of plants, that does not mean that the products of those processes are not patentable. In November 2016, the European Commission published a Notice on certain articles of Directive 98/44/EC of the European Parliament and of the Council on the legal protection of biotechnological inventions. The document stated that although no provision of the Directive excludes from patentability of plants and animals obtained by essentially biological processes, it was the European legislator’s intention that the Directive should provide for such an exclusion. In December 2016, the EPO announced that in view of the European Commission’s Notice, it would stay proceedings in examination and opposition cases in which the invention was a plant or animal obtained by an essentially biological process. At the end of June 2017, the EPO’s Administrative Council approved the change of rules, with no discussion – as far as we know- with the professional groups and associations that are often involved in this kind of decision. Are the new Rules 27 and 28 EPC compatible with EU law?The European Commission issues a document with its own interpretation of European Union provisions on the patentability of plants and animals obtained by essentially biological processes. The EPO amends its rules on the basis of the European Commission’s document. Is that the end of the story? No. There is an important aspect of the EPO’s decision to amend Rules 27 and 28 EPC that is liable to raise issues of compatibility with European Union Law. Of course most European Patent countries are also member states of the European Union; and under European Union Law, European Union law has primacy over the laws of member states and over international agreements. But European Union Law (in the case at issue, Directive 98/44/EC) does not exclude from patentability plants and animals obtained by essentially biological methods. Therefore in any European Union member state, a refusal to grant a patent for plants and animals obtained by essentially biological processes must be considered in contrast with European Union law. Last but not least, it must be pointed out the European Commission is not a European Union legislative body, nor a court with the authority to interpret European Union law. Hence its Notice on certain aspects articles of Directive 98/44/EC (…) has no legal value. What now?The EPO’s decision to deny patentability for matter that is not excluded from patentability under European Union law does not appear to make legal sense, as explained in depth and legal detail in the Chartered Institute of Patent Attorneys’ document Observations of CIPA on CA/56/17 (proposed amendments to Rules 27 and 28 EPC). Although the change will not immediately concern many cases, we expect to see appeals against refusals to accept patent applications on the grounds of the amended Rules 27 and 28 EPC. |
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