[:it]Contraffazione, le PMI subiscono i danni maggiori: come difendersi?[:en]SMEs are hit hardest by counterfeiting according to EUIPO/OECD report[:]
[:it]Secondo un recente studio EUIPO/OCSE le Piccole e Medie Imprese (PMI) sono le più colpite dalla contraffazione, soprattutto perché spesso non proteggono adeguatamente i propri marchi, design e innovazioni, e comunque considerano troppo onerosa la difesa dei diritti di proprietà intellettuale: ma contrastare le imitazioni costa davvero troppo per una PMI?
Un rapporto sul commercio illecito di prodotti contraffatti e sui conseguenti rischi per le PMI, disponibile qui in inglese, è stato pubblicato recentemente dall’Ufficio dell’Unione Europea per la Proprietà Intellettuale (EUIPO) in collaborazione con l’Organizzazione per lo Sviluppo e la Cooperazione Economica (OSCE).
L’indagine conclude che mentre il fenomeno della contraffazione riguarda ogni categoria di impresa, i suoi effetti, in termini di danni economici e reputazionali oltre che di perdita di competitività, hanno un impatto più pesante sulle PMI rispetto alle imprese di grandi dimensioni.
PMI a maggior rischio di contraffazione
Le PMI spesso hanno produzioni di alta qualità che godono di un’ottima reputazione. Ma mentre le imprese di grandi dimensioni tendono a tutelare e difendere i propri diritti di proprietà intellettuale in modo sistematico, fra le PMI l’uso degli strumenti di protezione per marchi, design e invenzioni è meno frequente, l’estensione geografica della tutela tende a essere più limitata e spesso non copre la Cina e Hong Kong, da dove proviene circa l’85% delle merci sequestrate per violazione di diritti di proprietà intellettuale delle PMI.
Le PMI inoltre hanno scarsa propensione a bloccare le attività dei contraffattori, i quali sono consapevoli di correre meno rischi nel violare la proprietà intellettuale delle imprese di dimensioni contenute.
Imprese italiane fra le più colpite dalla violazione di diritti di proprietà intellettuale
L’Italia è al 3° posto a livello mondiale, dopo Stati Uniti e Svizzera, nella classifica dei paesi le cui PMI sono state più colpite dalla contraffazione negli anni dal 2011 al 2019, secondo dati riguardanti i sequestri in dogana. Siamo al 4° posto nella classifica analoga riguardante le grandi imprese.
Scarso uso del monitoraggio e di altri strumenti
Secondo lo studio EUIPO/OSCE, le PMI dell’Unione Europea tendono a non fare uso degli strumenti impiegati dalle imprese di maggiori dimensioni per fermare le contraffazioni.
Il 40% delle PMI europee non effettua monitoraggi sistematici sulle violazioni dei propri diritti di proprietà intellettuale, attività molto importante per riuscire a fermare tempestivamente la contraffazione e minimizzarne i danni.
Risulta scarsamente utilizzata dalle PMI anche la richiesta di blocco in dogana delle merci in ingresso nell’Unione Europea – che in realtà ha costi contenuti.
Il rapporto segnala, a questo riguardo, che le PMI percepiscono tali strumenti come eccessivamente onerosi in termini di tempo e di risorse, ma sottolinea che in molti casi le stesse imprese dimostrano di non disporre di informazioni corrette al riguardo.
Difendersi dal falso costa davvero troppo per una PMI?
Tutelare la proprietà intellettuale, monitorare le attività di contraffazione e agire per bloccarle è veramente troppo oneroso per una PMI?
È utile ricordare che i costi per la tutela e la difesa dei marchi, dei design e delle innovazioni rappresentano molto spesso una frazione di ciò che è stato investito per ideare, realizzare e promuovere i prodotti o i servizi delle PMI: rinunciare a proteggere tale investimento significa appunto metterlo a rischio.
Tutela a costi agevolati
Le PMI italiane possono beneficiare di contributi a fondo perduto e agevolazioni fiscali che riducono la spesa per registrare marchi e design nonché per ottenere brevetti sia in Europa che nei Paesi extra-europei; un esempio è l’iniziativa dell’EUIPO Ideas Powered for Business, che ha già aperto gli sportelli per l’edizione 2023: leggi i dettagli sulle agevolazioni per marchi e design e per brevetti e novità vegetali.
Strumenti e soluzioni a portata di PMI
Non sempre le imprese sono consapevoli che in molti casi per far cessare una contraffazione non è necessario affrontare costosi procedimenti giudiziari, ma è sufficiente notificare al contraffattore l’esistenza del diritto di esclusiva tramite una diffida redatta da un consulente in proprietà industriale qualificato oppure da un legale. Per quanto riguarda la presenza di falsi online, esistono procedure amministrative veloci ed economiche che danno ottimi risultati, sia per il take down di prodotti contraffatti che per la riassegnazione di nomi a dominio.
Per quanto riguarda il monitoraggio del falso, sono disponibili servizi online molto efficienti di rilevazione delle imitazioni su web, comprese le piattaforme e-commerce, che comportano un impegno ragionevole per il personale dell’impresa e hanno costi affrontabili per una PMI.
Da ultima ricordiamo, come già accennato, la possibilità spesso sconosciuta alle imprese di richiedere a costi del tutto accessibili l’intervento delle dogane per bloccare le merci in ingresso sospettate di violare diritti di proprietà intellettuale.
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Risks of Illicit Trade in Counterfeits to Small and Medium-Sized Firms is a study published jointly in January 2023 by the European Union Intellectual Property Office (EUIPO) and the Organization for Economic Cooperation and Development (OECD).
The report concludes that while counterfeiting affects all categories of enterprises, its impact in terms of economic and reputational damage, as well as loss of competitive edge, is much greater on small and medium enterprises (SMEs) than on larger businesses.
SMEs at greater risk from counterfeiting
SMEs often have high quality productions enjoying excellent reputation. But whereas larger enterprises tend to secure and enforce their intellectual property rights systematically, SMEs do not protect their trademarks, designs and inventions as frequently, the geographic scope of the rights they do secure tends to be more limited and often it does not cover China and Hong Kong, which originate about 85% of goods seized for infringement of the intellectual property rights of SMEs.
SMEs also have greater difficulties in blocking the activities of counterfeiters, who are aware that infringing the intellectual property of smaller companies poses lower risks.
Italian enterprises are among the hardest hit
Italy ranks 3rd globally, after the United States and Switzerland, among states whose SMEs were most affected by counterfeiting between 2011 and 2019, according to customs seizure figures, and is in 4th place in the same ranking for large enterprises.
Little use of monitoring and other available measures
The study finds that SMEs of the European Union tend not to employ the measures used by larger companies to stop counterfeiters.
40% of European SMEs do not systematically monitor markets for infringements of their intellectual property rights, a very important activity in blocking counterfeiters quickly, thus minimising damage. SMEs rarely request customs action to prevent goods infringing their intellectual property rights from entering the European Union.
The report points out that SMEs perceive such measures as too costly in terms of time and resources, but also that they often lack appropriate information about ways their IP rights can be enforced.[:]