Posted by Laura Ercoli on Ottobre 16, 2018

[:it]Brexit e proprietà intellettuale: le indicazioni del governo britannico in caso di uscita dall’UE senza accordo[:en]Intellectual property in a no-deal Brexit scenario: the UK Government’s guidance[:]

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Brexit e proprietà intellettuale

A meno di sei mesi all’uscita del Regno Unito dall’Unione Europea, e in mancanza di un accordo sulle condizioni della separazione, il governo britannico ha pubblicato degli avvisi contenenti indicazioni su cosa i titolari di diritti di proprietà intellettuale dovranno aspettarsi nel caso di una cosiddetta“no-deal Brexit” per marchi, design, diritti di autore, indicazioni geografiche, brevetti, certificati complementari e novità vegetali.

 

Il 29 marzo 2019 il Regno Unito cesserà di essere uno stato membro dell’Unione Europea (UE).

A meno di sei mesi da questa scadenza, e in mancanza di un accordo fra il governo britannico e l’UE sulle condizioni dell’uscita, l’eventualità che la separazione possa avvenire senza alcun accordo si fa più realistica, e ha assunto il nome di “no-deal Brexit”, o Brexit senza accordo.

Dal momento che la maggior parte delle normative sui diritti di proprietà intellettuale sono armonizzate in tutti gli stati membri dell’UE, e che alcuni diritti di proprietà intellettuale molto diffusi (ad esempio marchio dell’Unione Europea) hanno validità unica in tutto il territorio dell’UE, l’eventualità di una “no-deal Brexit” pone per i titolari di diritti di proprietà intellettuale il problema di come garantire protezione al proprio marchio, design o altro diritto di proprietà intellettuale nel Regno Unito dopo la Brexit.

Fra settembre e ottobre 2018 il governo britannico ha fornito una risposta, anche se solo parziale, con la pubblicazione di sei avvisi sulle conseguenze di una no-deal Brexit in altrettante aree della proprietà intellettuale:

Brevetti

Marchi e design

Diritti d’autore

Indicazioni geografiche

Esaurimento dei diritti di proprietà intellettuale nell’Area Economica Europea

Novità vegetali

In tutti gli avvisi si sottolinea che i negoziati sull’uscita del Regno Unito dall’UE sono ancora in corso e che una no-deal Brexit rimane un’eventualità poco probabile.

Nel caso si giunga a una no-deal Brexit, in linea generale l’intenzione del governo britannico è quella di attuare dei meccanismi, automatici in alcuni casi, per garantire una continuità di tutela nel Regno Unito per la maggioranza dei diritti di proprietà intellettuale validi in tutta l’Unione Europea e di preservare dopo la Brexit le norme nazionali armonizzate con direttive e regolamenti UE.

È importante ricordare però che le indicazioni  contenute negli avvisi si riferiscono a una situazione ancora ipotetica, e si limitano ad elencare alcune delle soluzioni che il governo britannico intende adottare nel caso di un’uscita dall’UE  senza accordo.

Gli avvisi dunque non esauriscono la questione di come garantire una continuità di tutela ai diritti di proprietà intellettuale validi nel Regno Unito nel caso di una no-deal Brexit.

Qui sotto riassumiamo i punti salienti degli avvisi pubblicati fra il 24 settembre e il 12 ottobre 2018.

 

Brevetti

Per i brevetti europei validi nel Regno Unito una no-deal Brexit non comporterà alcun cambiamento; i certificati complementari di protezione per i brevetti farmaceutici e le licenze rimarranno automaticamente in vigore.Brexit e brevetti

I brevetti europei sono governati dalla Convenzione del brevetto europeo, che non è un trattato dell’UE. Pertanto l’uscita del Regno Unito dall’UE non avrà alcun effetto sui brevetti europei: i brevetti europei con validità nel Regno Unito manterranno la validità nel Regno Unito dopo una no-deal Brexit.

I brevetti, i certificati complementari di protezione e le licenze in vigore nel Regno Unito rimarranno automaticamente in vigore dopo una no-deal Brexit (nessun adempimento richiesto da parte del titolare).

Inoltre saranno mantenute nel Regno Unito, come previsto dal “EU Withdrawal Act 2018”, tutte le norme derivanti da disposizioni UE nei seguenti ambiti: certificati complementari di protezione per prodotti farmaceutici e agrochimici brevettati, brevettazione delle invenzioni biotecnologiche, licenze obbligatorie per medicinali brevettati e per brevetti relativi a privative per novità vegetali.

Le domande pendenti di brevetto e di certificato complementare di protezione continueranno ad essere valutate come di consueto e sarà possibile presentare nuove domande.

Brevetto unitario

Il sistema del brevetto unitario entrerà in vigore soltanto quando diventerà operativo il Tribunale unificato dei brevetti (TUB). Se il TUB dovesse divenire operativo prima del marzo 2019 e il Regno Unito dovesse ritirarsi dal TUB stesso e dal brevetto unitario:

– Eventuali brevetti unitari già esistenti saranno automaticamente tutelati da un diritto del Regno Unito (nessun adempimento richiesto da parte del titolare).

– Saranno predisposte misure concernenti eventuali cause pendenti dinanzi al TUB alla data dell’uscita del Regno Unito.

– Le imprese del Regno Unito, dell’UE e degli stati extra-UE che desiderino proteggere invenzioni nel Regno Unito potranno richiedere brevetti nazionali (anche tramite il sistema del brevetto europeo), e utilizzare i tribunali nazionali, del Regno Unito.

È tuttavia improbabile che il brevetto unitario possa entrare in vigore prima del 29 marzo 2019.

Marchi UE e design comunitari

Ai marchi UE e i design comunitari sarà garantita automaticamente la continuità di tutela nel Regno Unito se già registrati alla data della Brexit; nel caso di domande ancora pendenti, i titolari avranno 9 mesi per presentare una nuova domanda e mantenere la data della domanda UE.Marchio registrato e Brexit

In caso di una no-deal Brexit, tutti i marchi UE registrati e i design comunitari registrati continueranno a essere protetti e difendibili nel Regno Unito come segue:

– La tutela nel Regno Unito dei marchi UE già registrati o dei design comunitari già registrati sarà garantita tramite un nuovo diritto equivalente nazionale del Regno Unito, che sarà rilasciato con un “minimo di oneri amministrativi”.

– I titolari di diritti saranno avvisati del rilascio di un nuovo diritto del Regno Unito; chiunque non voglia ricevere un nuovo diritto equivalente nazionale del Regno Unito per il proprio marchio o design potrà rinunciarvi.

– Saranno predisposte misure per gestire le dispute legali, attinenti a marchi UE o design comunitari registrati, pendenti dinanzi ai tribunali nazionali del Regno Unito; verranno fornite ulteriori informazioni al riguardo prima dell’uscita del Regno Unito dall’UE.

– I titolari di domande di registrazione di marchio UE o di design comunitario che siano ancora pendenti al momento dell’uscita del Regno Unito dall’UE potranno presentare una nuova domanda entro nove mesi dalla data della domanda UE, mantenendo la data della prima domanda ai fini della priorità.

– Nuove domande di registrazione di marchi e design a livello nazionale nel Regno Unito potranno essere presentate da richiedenti di qualsiasi nazionalità (come avviene attualmente).

 

Il governo britannico fa sapere che sta lavorando, anche con l’Organizzazione Mondiale della Proprietà Intellettuale, per predisporre una tutela continuativa a partire dal giorno dell’uscita dall’UE per i marchi e i design registrati con validità in territorio britannico ottenuti tramite il sistema del marchio internazionale e del design internazionale con designazione dell’UE.

 

Design comunitari non registrati

Tutti i diritti non registrati di design comunitario esistenti al momento di una eventuale no-deal Brexit continueranno automaticamente ad essere protetti nel Regno Unito fino alla scadenza del diritto stesso (nessun adempimento richiesto da parte del titolare).

In aggiunta, sarà creato un nuovo diritto di design nel Regno Unito, denominato “supplementary unregistered design”, sul modello del diritto non registrato di design comunitario.

Il diritto di “supplementary unregistered design” proteggerà i design divulgati nel Regno Unito dopo l’uscita dall’UE alle medesime condizioni oggi previste per il design comunitario non registrato.

Saranno predisposte misure per gestire le dispute legali in corso dinanzi ai tribunali britannici e attinenti ai design comunitari non registrati.

 

Diritti d’autore

Diritto d'autore e Brexit

Il Regno Unito continuerà, anche dopo l’uscita dall’UE, ad essere membro dei principali accordi internazionali sul diritto d’autore. Pertanto la tutela del diritto d’autore non subirà cambiamenti sostanziali.

Ai sensi del EU Withdrawal Act 2018, le disposizioni derivanti da direttive e regolamenti UE sul diritto d’autore e diritti connessi saranno mantenute nella legislazione britannica.

L’avviso sul diritto d’autore nel caso di una no-deal Brexit contiene inoltre alcune avvertenze relative ai diritti d’autore sulle banche dati e sulle trasmissioni TV via satellite, nonché alle opere orfane, alla gestione collettiva dei diritti e al trasferimento transfrontaliero delle opere in formato accessibile.

Indicazioni geografiche

Per il momento non sembra prevista continuità automatica di tutela per le indicazioni geografiche: per ottenere tutela nel Regno Unito sarà necessario richiedere una  registrazione secondo il nuovo sistema di tutela nazionale per le indicazioni geografiche, ancora da istituire.

Come già annunciato nel documento Brexit White Paper pubblicato dal governo britannico il 12 luglio 2018, il nuovo avviso conferma l’intenzione di creare un sistema nazionale di tutela per le indicazioni geografiche che sarà compatibile con il trattato TRIPs dell’Organizzazione Mondiale per il Commercio e ricalcherà in gran parte il sistema UE di tutela per le indicazioni geografiche.Indicazione geografica Brexit

Pertanto sembrerebbe che le registrazioni a livello UE di indicazioni geografiche non saranno riconosciute in territorio britannico dopo la Brexit; i produttori dei paesi UE  potranno chiedere la registrazione di indicazioni geografiche a livello nazionale nel Regno Unito.

Sarà creato un logo per i prodotti con indicazione geografica protetta nel Regno Unito che sostituirà il logo UE dopo l’uscita dal Regno Unito dall’UE in ogni caso, con o senza un accordo.

Si attendono ulteriori indicazioni sul nuovo sistema nazionale di tutela per le indicazioni geografiche nel Regno Unito che saranno pubblicate, secondo l’avviso, nei primi mesi del 2019.

 

Esaurimento dei diritti di proprietà intellettuale

Nel caso di una no-deal Brexit le imprese che acquistano prodotti legittimamente immessi sul mercato nel Regno Unito per rivenderli in altri paesi dell’Area Economica Europea potrebbero necessitare del consenso del titolare del diritto.

Il Regno Unito oggi fa parte del regime di esaurimento dei diritti dell’Area Economica Europea (AEE), secondo il quale i diritti di proprietà intellettuale si considerano esauriti dopo che il prodotto tutelato dal diritto di proprietà intellettuale viene immesso sul mercato nell’ AEE con il consenso del titolare del diritto. Ciò significa che il titolare del diritto non può opporsi a una successiva vendita del prodotto all’interno dell’ AEE.

Nel caso di una no-deal Brexit, il Regno Unito continuerà a riconoscere tale regime di esaurimento nell’ AEE a partire dalla data dell’uscita dall’UE in modo da garantire la continuità del regime, nell’immediato, per imprese e consumatori.

È bene sapere però che nel caso di una no-deal Brexit, mentre nel Regno Unito i prodotti protetti da un diritto di proprietà intellettuale immessi sul mercato nell’AEE con il consenso del titolare del diritto continueranno ad essere considerati esauriti, i prodotti protetti da un diritto di proprietà intellettuale immessi sul mercato nel Regno Unito con il consenso del titolare del diritto non saranno considerati esauriti nell’ AEE dopo una no-deal Brexit.

Pertanto le imprese che acquistano prodotti legittimamente immessi sul mercato nel Regno Unito per rivenderli in altri paesi dell’AEE potrebbero necessitare del consenso del titolare del diritto.

 

Privative comunitarie per novità vegetali

Alle privative comunitarie per novità vegetali sarà garantita automaticamente una continuità di tutela nel Regno Unito se già concesse alla data della Brexit; nel caso di domande ancora pendenti, i titolari potranno presentare una nuova domanda di tutela all’autorità nazionale britannica, mantenendo la stessa data della domanda UE.

Le privative comunitarie per novità vegetale comunitarie già concesse al 29 marzo 2019 saranno automaticamente riconosciute e tutelate nel Regno Unito nel caso di una no-deal Brexit (nessun adempimento richiesto da parte del titolare).

Nel caso di privative comunitarie richieste ma non ancora concesse al 29 marzo 2019, se il titolare della domanda desidera ottenere tutela nel Regno Unito dovrà presentare una nuova domanda all’autorità nazionale britannica; per la nuova domanda potranno essere utilizzate la stessa data della domanda UE e gli stessi test di distintività, uniformità e stabilità.

Dopo il 29 marzo 2019, richiedere la tutela di una nuova novità vegetale valida nei paesi membri UE e nel Regno Unito comporterà la presentazione di due domande: una a livello UE presso l’Ufficio comunitario delle varietà vegetali (CPVO), e una presso l’autorità nazionale britannica competente (APHA).

[:en]With less than six months to go before the United Kingdom leaves the European Union, and in the absence of an agreement on the withdrawal, the UK government has published several notices with guidance for intellectual property right-holders describing what they should expect in the event of a so-called “no-deal Brexit” for trademarks, designs, copyrights, geographical indications, patents, supplementary protection certificates and plant variety rights.

Brexit proprietà intellettuale

On 29 March 2019 the United Kingdom (UK) will cease to be a member state of the European union (EU).

With less to six months left before that date, and without an agreement between the UK government and the EU concerning the conditions of the UK’s withdrawal, the scenario in which a separation takes place with no agreement at all in place is beginning to look more realistic and is being called “no-deal Brexit”.

Since most provisions of law concerning intellectual property are harmonised in all EU member states, and some very frequently used intellectual property rights (such as the EU trademark) are valid in the territory of the EU as a whole, the possibility of a “no-deal Brexit” poses the problem for intellectual property right-holders of how to secure protection in the UK of a trademark, design or other intellectual property right after Brexit.

The UK government has recently provided (partial) answers through six notices on the consequences of a no-deal Brexit in six areas of intellectual property:

Patents

Trademarks and designs

Copyrights

Geographical indications

Exhaustion of IP rights in the European Economic Area

Plant variety rights

Each one of the notices stresses that negotiations between the UK and EU are still under way and that a no-deal Brexit is not likely to happen.

In the event of a no-deal Brexit, the general intention of the UK government is to put in place mechanisms, that will be automatic in some cases, to ensure that the majority of EU-wide intellectual property rights will continue to be protected in the UK after Brexit and that national  laws harmonised with EU directives and regulations are preserved.

It is important to keep in mind, however, that such guidance refers to a hypothetical situation, and consists merely of a list of solutions that the UK government intends to enact in the event of a withdrawal from the EU with no agreement.

The notices therefore do not exhaust the issue of how to ensure continued protection to intellectual property rights in the UK in the event of a no-deal Brexit.

Summarised below are the main points of the notices published between 24 September and 12 October 2018.

 

Patents

A no-deal Brexit will bring no changes for European patents with validity in the UK; supplementary protection certificates for pharmaceutical patents and licenses will continue to be valid automatically.

European patents are governed by the European patent conventions, which is not a treaty of the EU. Therefore the UK’s withdrawal from the EU will have no effect on European patents: European patents that are valid in the UK will maintain validity in the UK after a no-deal Brexit.

Patents, supplementary protection certificates and licenses in force in the United Kingdom will automatically continue to be valid after a no-deal Brexit (no action required from the right-holder).

Moreover, as set forth in the “EU Withdrawal Act 2018”, the UK will preserve all provisions of law deriving from harmonisation with EU laws in the following areas: supplementary protection certificates for patented pharmaceutical and agrochemical products, patenting of biotechnological inventions, compulsory licenses for patented pharmaceuticals and for patents concerning plant variety rights.

Pending applications for patents and supplementary protection certificates will continue to be processed as usual and it will be possible to file new applications.

 

Unitary patent

The unitary patent system will come into force only after the Unified Patent Court (UPC) becomes operational. Should  the UPC become operational before March 2019 and should the United Kingdom have to withdraw from the UPC and unitary patent system:

  • Any existing unitary patents will automatically be protected by a UK right (no action required from the right-holder).
  • Provision will be made regarding the status of any pending cases before the UPC at the date of Brexit.
  • UK, EU and third country businesses seeking protection in the UK for their inventions will need to use national patents (including patents available from the non-EU European Patent Office) and the UK court system.

It is unlikely, however, that the UPC will come into force before March 2019.

 

European Union trademarks and Community designs

European Union trademarks and Community designs will be automatically receive protection in the UK if they are already registered at the date of Brexit; owners of pending applications will have 9 months to file a new national application and maintain the date of the EU application.

In the event of a no-deal Brexit, all registered EU trademarks and registered Community designs will continue to be protected in the UK as follows:

  • Protection in the UK of registered EU trademarks and registered Community designs will be granted with a new equivalent national UK right, to be granted “with minimal administrative burden”.
  • Right-holders will be notified that a new UK right has been granted. Those not wishing to receive a new comparable UK registered trade mark or design will be able to opt out.
  • Provision will be made regarding the status of legal disputes involving EU trade marks or registered Community designs which are ongoing before the UK courts and more information will be provided on this before the point at which the UK exits the EU.
  • Applicants with a pending application for an EU trade mark or a registered Community design at the point of exit will be able to refile, within nine months from the date of exit, under the same terms for a UK equivalent right, retaining the EU application date for priority purposes.
  • New applications will be eligible to be filed in the UK for UK trade marks and registered designs (as they are now).

The UK government states that is working, including with the World Intellectual Property Organisation, to provide for continued protection in the UK from exit day onwards of registered trade marks and registered designs filed through the Madrid and Hague systems which designate the EU.

 

 

Unregistered Community designs

All unregistered Community designs which exist at the point that the UK leaves the EU will continue to be protected and enforceable in the UK for the remaining period of protection of the right (no action required from the right-holder).

In addition to this, the UK will create a new unregistered design right in UK law, called  “supplementary unregistered design” which mirrors the characteristics of the unregistered Community design.

Therefore designs which are disclosed after the UK exits the EU will also be protected in the UK under the current terms of the unregistered Community design.

Provision will be made regarding the status of legal disputes involving unregistered Community designs which are ongoing before UK courts.

 

Copyrights

The UK will continue to be a member of main international treaties on copyright after Brexit. That will ensure that the scope of protection for copyright works in the UK and for UK works abroad will remain largely unchanged.

As set forth in the “EU Withdrawal Act 2018”, the UK will preserve all provisions of law deriving from harmonisation with EU laws.

Guidance on copyright in the event of a no-deal Brexit also includes warnings concerning possible problems in the areas of database rights, satellite broadcasting, orphan works, collective management of copyrights and cross-border transfer of accessible format copies of copyright works.

 

Geographical indications

For the moment at least, there seem to be no plans for the automatic protection of geographical indications in the UK after withdrawal. Right owners seeking protection in the UK will have to file for registration under the new national scheme for protection of geographical indications, yet to be established.

As previously announced in the  Brexit White Paper published by the UK government on 12 July 2018, the new guidance confirms the government’s intention to create a national system for the protection of geographical indications (GIs), compatible with the World Trade Organization’s TRIPs Agreement, that will broadly mirror the current GI protection system of the EU.

It therefore appears that EU geographical indication registrations will not be recognised in the UK after Brexit: EU producers will be able to file for registration of GIs at national level in the UK.

A new logo will be created for GIs protected in the UK that will replace the EU logo after Brexit, whether or not a deal is finalised.

The UK government will publish further information at the beginning of 2019 on the new national GI protection system.

 

Exhaustion of intellectual property rights

In the event of a no-deal Brexit, businesses may find that they need the right-owner’s consent to export intellectual property-protected goods that have been legitimately put on the market in the UK to the EEA.

The UK is currently part of a regional European Economic Area (EEA) exhaustion scheme, meaning that IP rights are considered exhausted once IP-protected products have been put on the market anywhere in the EEA with the rights holder’s permission. This means that the IP right-owner cannot oppose the re-sale of an IP-protected product within the EEA.

In the event of a no-deal Brexit the UK will continue to recognise the EEA regional exhaustion regime from exit day to provide continuity in the immediate term for businesses and consumers.

It should be noted however that while IP-protected goods placed on the EEA market by, or with the consent of, the right-holder after the UK has exited the EU will continue to be considered exhausted in the UK,  goods placed on the UK market by or with the consent of the right-holder after the UK has exited the EU will not be considered exhausted in the EEA.

This means that businesses exporting these goods from the UK to the EEA might need the right-holder’s consent.

 

Community plant variety rights

Community plant variety rights will be automatically recognised in the UK if already granted at the date of Brexit; the owners of pending applications will be able to apply with the UK authority for plant variety protection at national level, preserving the filing date of the EU application.

Community plant variety rights already granted on 29 March 2019 will be automatically recognised in the UK (no action required from the right-holder).

Holders of applications that are pending on 29 March 2019 who wish to obtain protection in the UK must file a new application with the UK national authority (Animal and Plant Health Authority – APHA); the date and DUS (distinctiveness, uniformity and stability) tests of the original EU application can be used for the new filing.

After 29 March 2019, filing for protection of a new plant variety with validity in all EU member states and in the UK will require two applications: one with the Community Plant Variety Office (CPVO) and one with the APHA.[:]

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