[:it]Pacchetto di riforme marchi UE, Italia pronta all’attuazione[:en]Italy set to implement EU trademark reform package[:]
[:it]Con l’entrata in vigore della Legge 163/2017 il governo può procedere ad attuare in Italia la nuova legislazione dell’Unione Europea in materia di marchi, ovvero il cosiddetto pacchetto di riforme marchi UE. Di cosa si tratta esattamente, e su quali aspetti delle norme attuali interverrà il governo?
La Legge 163 del 25 ottobre 2017, pubblicata in Gazzetta Ufficiale il 6 novembre 2017, delega il governo ad adottare decreti legislativi per l’attuazione di varie norme dell’Unione Europea, fra le quali la Direttiva UE 2015/2436 sul ravvicinamento delle legislazioni degli Stati membri in materia di marchi d’impresa e il Regolamento UE 2017/1001 riguardante il cosiddetto “ pacchetto di riforme marchi UE ”.
Secondo l’Art. 3 della Legge 163/2017, nell’esercitare la delega il governo dovrà rispettare i seguenti principi e criteri direttivi specifici:
a ) adeguare le disposizioni del Codice della proprietà industriale alle disposizioni della direttiva UE 2015/2436 e del regolamento UE 2017/1001, con abrogazione espressa delle disposizioni superate;
b) salvaguardare la possibilità di adottare disposizioni attuative della direttiva UE 2015/2436 anche mediante provvedimenti di natura regolamentare, compreso l’eventuale aggiornamento delle disposizioni contenute nel Regolamento di attuazione del Codice della proprietà industriale;
c) prevedere i casi in cui un marchio debba essere escluso dalla registrazione o, se registrato, debba essere dichiarato nullo o decaduto, sia in relazione agli impedimenti alla registrazione e ai motivi di nullità, sia in relazione all’individuazione dei segni suscettibili di costituire un marchio d’impresa, sia in relazione ai motivi di decadenza, prevedendo in particolare che, nel caso in cui l’uso venga contestato in azioni in sede giudiziaria o amministrativa o nel corso di un procedimento di opposizione, gravi sul titolare del marchio anteriore l’onere di provarne l’uso effettivo per i prodotti o i servizi per i quali è stato registrato e su cui si fonda l’azione o di provare la sussistenza di motivi legittimi per il suo mancato uso;
d) prevedere il diritto di vietare l’uso di un segno a fini diversi da quello di contraddistinguere prodotti o servizi;
e) aggiornare la disciplina in materia di marchi collettivi allo scopo di uniformarla alle disposizioni della direttiva UE 2015/2436, prevedendo che costituiscano marchi collettivi anche le indicazioni geografiche e stabilendo le opportune disposizioni di coordinamento con la disciplina dei marchi di garanzia e di certificazione;
f) prevedere, in tema di marchi di garanzia o di certificazione, l’adeguamento della normativa nazionale alla direttiva (UE) 2015/2436 e al regolamento UE 2017/1001 e, in particolare:
1) prevedere che le indicazioni geografiche possano costituire marchi di garanzia o di certificazione;
2) prevedere che possano essere titolari di un marchio di garanzia o di certificazione le persone fisiche o giuridiche competenti, ai sensi della vigente normativa in materia di certificazione, a certificare i prodotti o i servizi per i quali il marchio deve essere registrato, a condizione che non svolgano un’attività che comporta la fornitura di prodotti o servizi del tipo certificato;
3) prevedere l’obbligatorietà della presentazione del regolamento d’uso del marchio di garanzia o di certificazione e della comunicazione di ogni successiva modifica, a pena di decadenza;
4) prevedere le condizioni di esclusione dalla registrazione, di decadenza e di nullità dei marchi di garanzia o di certificazione, per motivi diversi da quelli indicati agli articoli 4 (Impedimenti alla registrazione o motivi di nullità assoluti), 19 (Mancanza di uso effettivo come motivo di decadenza) e 20 (Marchio d’impresa divenuto generico o indicazione ingannevole come motivi di decadenza) della direttiva UE 2015/2436, nella misura in cui la funzione di detti marchi lo richieda e in particolare che la decadenza per non uso sia accertata in caso di inadeguato controllo sull’impiego del marchio da parte dei licenziatari e in caso di so improprio o discriminatorio del marchio da parte del titolare del marchio;
g) prevedere una procedura amministrativa efficiente e rapida per la decadenza o la dichiarazione di nullità di un marchio d’impresa da espletare dinanzi l’Ufficio italiano brevetti e marchi, fatto salvo il diritto delle parti al ricorso dinanzi agli organi giurisdizionali;
h) modificare e integrare la disciplina delle procedure dinanzi alla Commissione dei ricorsi contro i provvedimenti dell’Ufficio italiano brevetti e marchi, al fine di garantirne l’efficienza e la rapidità complessive, anche in riferimento alle impugnazioni dei provvedimenti in tema di decadenza e nullità.
[:en]A new law empowers the Italian Government to proceed with the implementation into national law of new European Union trademark legislation – the so-called EU trademark reform package. Which are the main areas of Italian trademark law that will be amended?
Law 163 of 25 October 2017, published in the Italian Official Journal on 6 November 2017, empowers the Italian Government to issue legislation implementing several European Union laws, concerning the so-called EU trademark reform package including Directive EU 2015/2436 to approximate the laws of the Member States relating to trade marks and Regulation EU 2017/1001 on the European Union trade mark.


Article 3 of Law 163/2017 sets forth the following principles and specific guidelines the government must follow in implementing the EU provisions into Italian trademark law:
a) align the provisions of the Industrial Property Code with the provisions of Directive EU 2015/2436 and of Regulation EU 2017/1001 by expressly repealing provisions that are out of date;
b) safeguard the possibility of adopting implementing provisions of Directive EU 2015/2436 also through regulatory acts, including the possible revision of the Implementing Regulation of the Industrial Property Code;
c) provide for the cases in which a trademark must be denied registration or, if registered, must be declared invalid or revoked, with regard both to the signs that may constitute a trademark and to the reasons for revocation, providing in particular that, where use is contested in court or administrative actions or during opposition proceedings the owner of the earlier trademark bears the burden of proving actual use of the mark for the products or services for which it is registered, and on which the action is based, or prove the existence of legitimate reasons for non use;
d) provide for the right to forbid use of a sign for purposes other than that of distinguishing products or services;
e) revise legislation on collective trademarks with the aim of harmonising it with Directive EU 2015/2436, providing that collective trademarks may also consist of geographical indications and introducing coordinating provisions with legislation on guarantee and certification marks;
f) provide for the alignment of national law with Directive (EU) 2015/2436 and with Regulation (EU) 2017/2001 with regard to guarantee or certification marks, and in particular:
- provide for the possibility for geographical indications to constitute guarantee or certification marks;
- provide that physical or legal persons competent under current laws on certification to certify the products or services for which the trademark is to be registered are eligible to be holders of a guarantee or certification mark, upon condition that the activity of such persons does not involve supplying products or services of the kind that are certified;
- provide mandatorily that a regulation on use of the guarantee or certification mark must be filed and any subsequent amendment communicated, under penalty of revocation;
- provide conditions for refusal, revocation and invalidity of guarantee or certification marks for reasons other than those listed under articles 4 (Absolute grounds for refusal or invalidity), 19 (Absence of genuine use as ground for revocation) and 20 (Trade mark having become generic or misleading indication as grounds for revocation) of Directive (EU) 2015/2436, where made necessary by the function of said marks and provide in particular that revocation for lack of use be assessed in case of failure to perform adequate checks on use of the trademark on the part of licensees and in case of improper or discriminatory use of the trademark by the trademark holder;
g) provide for a quick and efficient administrative procedure for revocation or declaration of invalidity of a trademark to take place before the Italian Patent and Trademark Office, save for the right of the parties to appeal to the courts;
h) amend and supplement the rules on proceedings before the Board of Appeals against the decisions of the Italian Patent and Trademark Office, for the purpose of guaranteeing overall efficiency and speed, with reference also to appeals against decisions on revocation and invalidity.
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