[:it]L’uso in pubblicità di immagini ritraenti persone richiede sempre il consenso degli interessati[:en]Italian Supreme Court rules on use of a person’s image in advertising[:]
[:it]DIRITTO ALL’IMMAGINE
L’uso in pubblicità di immagini ritraenti persone è lecito solo con il consenso delle persone interessate, che mantengono comunque il diritto di revocarlo.
La signora Marina Venturi aveva citato in giudizio la Segafredo Zanetti S.p.A. (nel seguito Segafredo Zanetti) per aver utilizzato in pubblicità, senza il suo consenso, immagini che la ritraevano.
Nel primo grado di giudizio il Tribunale di Bologna aveva ritenuto sostanzialmente che l’uso delle immagini non fosse da considerarsi abusivo perché oggetto di un contratto stipulato dalla signora nel 2000 con una agenzia di marketing austriaca, contratto che prevedeva la possibilità di cedere l’immagine a terzi.
Dopo un primo ricorso in appello, giudicato inammissibile, la signora Venturi si era rivolta alla Corte di Cassazione, lamentando che il giudice di primo grado non aveva tenuto conto del fatto che nel 2007 la signora aveva revocato all’agenzia di marketing austriaca il consenso alla diffusione della propria immagine, recedendo dal contratto e diffidando sia l’agenzia, sia la Segafredo Zanetti da qualsiasi uso delle immagini.
La ricorrente lamentava inoltre che la Segafredo Zanetti non aveva mai dimostrato di avere acquistato dall’agenzia austriaca il diritto all’uso delle immagini in questione.
La I Sezione Civile della Corte di Cassazione si è pronunciata il 29 gennaio 2016 con la sentenza n. 1748/2016 che accoglie la maggior parte dei motivi del ricorso, cassando con rinvio la sentenza di primo grado.
La corte osserva innanzitutto che in base alle norme del Codice Civile e della Legge n. 633/1941 sul diritto d’autore, la divulgazione dell’immagine senza il consenso dell’interessato è lecita soltanto se ed in quanto risponde alle esigenze di pubblica informazione, e pertanto non nel caso di uso in pubblicità.
Come riconosciuto anche dalla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo, il diritto all’immagine è inalienabile, e in quanto tale, secondo la sentenza, non può costituire oggetto di contratto o negoziazione qualsivoglia: oggetto di un contratto può essere soltanto l’esercizio del diritto all’immagine. Ne consegue che il consenso dato all’uso dell’immagine rimane in ogni caso revocabile.
Su questa base, la sentenza stabilisce che la revoca da parte della ricorrente del contratto con il quale essa aveva autorizzato l’uso della propria immagine rende quel contratto del tutto privo di effetti.
La suprema corte sottolinea inoltre che in base alla legge sul diritto d’autore la trasmissione del diritto all’uso dell’immagine altrui va dimostrata per iscritto. La Segafredo Zanetti non era invece stata in grado di documentare l’asserito acquisto dall’agenzia di marketing austriaca dei diritti di utilizzo delle immagini in questione.
La sentenza afferma infine il diritto della signora Venturi al risarcimento dei danni morali e patrimoniali, questi ultimi corrispondenti al compenso che avrebbe presumibilmente richiesto per concedere il suo consenso alla pubblicazione.
25 febbraio 2016[:en]IMAGE RIGHTS AND ITALIAN LAW
The use in advertising of a photograph of a person is lawful only if authorised by the person depicted, who maintains the right to withdraw the authorisation.
Marina Venturi brought an action before the District Court of Bologna against the Italian coffee maker Segafredo Zanetti S.p.A. (Segafredo Zanetti in the following), claiming that the company had used photographs depicting her in its advertisements, without her consent.
The District Court of Bologna held in essence that Segafredo Zanetti’s use of the images was lawful, since the photographs fell within the scope of an agreement concluded in 2000 between Mrs. Venturi and an Austrian marketing agency, and the agreement authorised the agency to license the photos to third parties.


After an unsuccessful second instance appeal, Mrs. Venturi appealed to Italian Supreme Court, claiming that the first instance decision failed to take into account that in 2007 she had revoked her consent to the circulation of her image, withdrawn from the contract with the Austrian marketing agency and cautioned both the agency and Segafredo Zanetti against using the images at issue in any way.
The plaintiff also claimed that Segafredo Zanetti had never produced evidence of its purchase of the rights to the images from the agency.
The Italian Supreme Court issued its decision No. 1748/2016 on 29 January 2016, in which it upheld most of the appellant’s claims and annulled the first instance ruling, ordering the District Court of Bologna to issue a new judgement.
The decision pointed out first of all that according to the provisions of the Italian Civil Code and to Law No. 633/1941 on copyright, the reproduction of images without the depicted person’s consent is lawful only if and inasmuch as it answers a need of public information, and is therefore not permitted for advertising.
As also recognised by the European Court of Human Rights, image rights are inalienable, and according to the Supreme Court, they therefore cannot be the object of a contract or negotiation: the object of a contract can be merely the exercise of image rights. Consequently, authorisation given for the use of an image can be revoked at any time.
On this ground, the Supreme Court held that the plaintiff’s revocation of the agreement in which she had authorised use of her image had caused that agreement lose all legal effect. The decision also points out that according to Italian copyright law, the transfer of the right to use a person’s image must be proved in writing. Segafredo Zanetti had not produced any evidence of its purported acquisition from the marketing agency of the right to use the photographs at issue.
Lastly, the Supreme Court confirmed the right of the plaintiff to the payment of moral and material damages, the latter amounting to the sum the plaintiff would presumably have required for consenting to publication of the photographs.
26 February 2016[:]