[:it]Migliori performance dalle imprese che depositano design, marchi e brevetti: lo conferma uno studio EPO-EUIPO[:en]Enterprises with IP rights perform better according new EPO-EUIPO study[:]
[:it]Le imprese dell’Unione europea titolari di diritti di design, marchio e brevetto generano maggiori ricavi, creano più posti di lavoro e offrono retribuzioni più alte rispetto alle imprese prive di portafoglio di proprietà intellettuale. Questi benefici risultano particolarmente elevati per le imprese medio-piccole e per quelle titolari di diritti registrati di design comunitario: lo evidenziano i dati raccolti presso oltre 100 mila imprese.

Ci sono imprese, piccole e grandi, che raggiungono performance migliori. Realizzano, in media, un ricavo per dipendente più elevato del 24%. Offrono, in media, retribuzioni più alte del 22%. Assumono fino a 4 volte più personale. Cos’hanno in comune queste imprese? Sono titolari di marchi, design, brevetti.
La correlazione tra la titolarità dei diritti di proprietà intellettuale (DPI) da parte delle imprese e la loro performance economica emerge dalla meticolosa indagine Intellectual Property Rights and Firm Performance in the European Union, pubblicata il 9 gennaio 2025 congiuntamente dall’Ufficio europeo dei brevetti (EPO) e dall’Ufficio dell’Unione europea per la proprietà intellettuale (EUIPO).
Dati e metodologia
Lo studio si basa sull’analisi di una quantità impressionante di dati, provenienti da 119mila imprese dei 27 Stati membri dell’UE, relativi al decennio 2013-2022.
Da notare che nel campione di imprese esaminato sono comprese ben 11 mila imprese italiane, ovvero quasi il 10% del totale.
I diritti di proprietà intellettuale considerati sono i brevetti (nazionali ed europei), i marchi (nazionali e dell’Unione europea) e i disegni o modelli (nazionali o comunitari registrati).
Il set di dati finale contiene informazioni estratte dai registri dei diritti di proprietà intellettuale e abbinate ai dati di ORBIS, un database commerciale che attinge alle informazioni contabili obbligatorie fornite da milioni di imprese europee ai registri commerciali dei loro paesi.
Per diverse ragioni, tra le quali le differenze nelle pratiche contabili tra i vari paesi, il ricavo per dipendente (RPD) è il principale indicatore della performance di impresa scelto per questa pubblicazione.
I punti chiave
Occupazione
I titolari di DPI impiegano in media più dipendenti rispetto alle imprese che non possiedono DPI. Lo scarto può arrivare fino 4 volte il numero i dipendenti e, cosa interessante, è particolarmente notevole nel caso dei titolari di registrazioni di design comunitario.
Ricavo per dipendente
Il dato RPD favorisce i titolari di DPI rispetto ai non titolari per quasi il 24%; è più alto tra i titolari, nell’ordine, di disegni o modelli (29,3%), di brevetti (28,7%) e di marchi (23,3%). La differenza è ancora più elevata tra le imprese con diritti di proprietà intellettuale validi a livello europeo rispetto a quelle con diritti di proprietà intellettuale validi soltanto a livello nazionale. Lo scarto è maggiore nel caso dei marchi: lo studio mostra che i titolari di marchi validi in tutta l’Unione europea godono di un RPD doppio rispetto a quello dei titolari di marchi con validità solo nazionale.
I numeri sul RPD sopra riportati sono quelli basati sui “dati grezzi”, che tuttavia dopo la correzione in base a fattori rilevanti quali il paese di origine, le dimensioni e il settore di attività, restituiscono un valore RPD in media più alto del 41% per le imprese di ogni dimensione titolari di DPI.
Retribuzione
I datori di lavoro che detengono DPI pagano in media salari migliori del 22%, con gli stipendi più alti pagati dai titolari di brevetti (43,3%), dai titolari di disegni o modelli (24,8%) e dai titolari di marchi (20,9%).
Le PMI traggono i maggiori benefici dalla proprietà intellettuale
Nel caso delle PMI, il dato RPD aumenta in media del 44% per i titolari di DPI rispetto ai soggetti non titolari di DPI, mentre nel caso delle grandi imprese la differenza media è del 16%.
Per le PMI il dato RPD più elevato è legato alla titolarità contemporanea di brevetti, marchi e disegni o modelli (51%) e alla titolarità di marchi (47%).
Per le grandi imprese, la combinazione di proprietà di brevetti e disegni o modelli è correlata a un RPD maggiore del 51%, e quella di brevetti, marchi e disegni o modelli a un RPD più elevato del 27%.
Lo studio fornisce certamente dati interessanti e conferma, seppure empiricamente, il ruolo fondamentale svolto dalla proprietà intellettuale nel guidare la competitività europea, la crescita salariale e l’innovazione; indica inoltre che i decisori e le istituzioni a livello europeo devono impegnarsi per rendere i DPI più accessibili a tutte le imprese e in particolare alle PMI dell’Unione europea.
Per informazioni
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Flash news – L’innovazione italiana nel 2023: flash sui depositi delle imprese a livello europeo e mondiale[:en]A new study confirms that European Union enterprises owning intellectual property rights generate higher revenues per employee, create more employment and pay higher wages than enterprises with no IP portfolio. The difference in performance is particularly strong among small and medium-sized enterprises and among holders of registered design rights.
Intellectual Property Rights and Firm Performance in the European Union is a newly published study, produced jointly by the European Patent Office and the European Union Intellectual Property Office, that examines the relationship between companies’ ownership of intellectual property rights (IPRs)and their economic performance.
Data and methodology
The study is based on the analysis of an impressive amount of data from 119 thousand companies from the EU’s 27 member states covering the 2013-2022 decade; the IPRs considered are patents (national and European), trademarks (national and European Union) and designs (national or registered community designs).
The final dataset contains information extracted from IPR registers and matched with data from ORBIS, a commercial database that draws upon the obligatory accounting information provided by millions of European companies to the commercial registers of their countries.
For several reasons, including differences in accounting practices between countries, revenue per employee (RPE) is the main indicator of company performance chosen for this publication.
Key findings
Employment
IPR owners employ on average more workers than firms that do not own IPRs. The disparity in employment can be as much as 4 times more workers, and interestingly it is most notable in the case of owners of registered Community designs.
Revenue per employee
RPE favours IPR owners over non-owners by almost 24%. It is highest among design owners (29.3%), closely followed by patent owners (28.7%) and trade mark owners (23.3%). The difference is considerably higher among companies with European-level IP rights compared to those with national-level IP rights. Such difference is highest in the case of trademarks: EU trade mark owners enjoy a RPE that is double that of national trademark owners.
The above RPE figures are those based on the “raw data”; however, after correcting for relevant factors such as country of origin, size and sector of activity, RPE turns out to be on average 41% higher for IPR-owning enterprises of all sizes.
Salaries
IPR-owning employers pay better salaries on average by 22%, with the highest salaries being paid by patent owners (43.3%), design owners (24.8%) and trademark owners (20.9%).
SMEs reap highest benefits from IPR ownership
In the case of SMEs, RPE rises on average by 44% for IPR owners compared to non-IPR owning peers, while in the case of large companies the average difference is 16%. For SMEs the highest RPE premium is related to the combined ownership of patents, trademarks and designs (51%) and to the ownership of trademarks (47%). For large companies, the combination of patents and design ownership is related to a +51% RPE, and the combination of patents, trademark and design ownership to a 27% RPE.
The study certainly provides interesting insights data and confirming, albeit empirically, the critical role played by intellectual property in driving European competitiveness, wage growth and innovation; it also indicates that efforts by European policy makers and institutions must increase to make IPRs more easily available to all enterprises and especially to the European Union’s SMEs, less than 10% of which hold any kind of IPR.
Information
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