[:it]Cybersquatting, che fare? Sempre più utenti scelgono le procedure arbitrali[:en]Domain name disputes submitted to WIPO arbitration up over 20% in 2021[:]
[:it]Aumentato del 20% nel 2021 il ricorso alle procedure arbitrali gestite dall’OMPI per risolvere casi di cybersquatting e altri conflitti fra marchi e nomi a dominio; oltre il 94% dei casi si concludono con il recupero o la cancellazione dei nomi a dominio in tempi brevi e senza ricorrere al tribunale.
La rapida crescita del commercio elettronico, accelerata a seguito della pandemia, ha confermato l’importanza strategica della registrazione del nome a dominio corrispondente ai marchi dell’impresa e dei suoi prodotti.
Tuttavia anche quando il nome a dominio identico al marchio viene registrato a nome dell’impresa, può accadere che domini con diverse estensioni, identici o simili al marchio, vengano registrati in malafede da terzi, fenomeno noto come cybersquatting.
Spesso la via più rapida ed economica per recuperare un nome a dominio identico o simile al proprio marchio, se la negoziazione non è un’opzione percorribile, è quella delle procedure arbitrali.
Risolvere un caso di cybersquatting tramite procedura arbitrale
Esiste una procedura arbitrale internazionale, detta UDRP (Uniform Dispute Resolution Policy) e amministrata, tra gli altri, dall’Organizzazione Mondiale della Proprietà Intellettuale (OMPI), che consente ai titolari di marchi di recuperare nomi a dominio registrati da terzi in tutti i registri generali e in un buon numero di quelli nazionali, se sono soddisfatte le seguenti condizioni:
a) il nome a dominio contestato è identico, o tale da indurre in confusione, rispetto al marchio anteriore del richiedente la riassegnazione;
b) il titolare del nome a dominio contestato non ha alcun diritto o titolo in relazione al nome a dominio oggetto di contestazione;
c) l’uso e la registrazione del nome a dominio contestato sono avvenuti in malafede;
Se chi chiede la riassegnazione (ricorrente) prova che sussistono le condizioni a) e c) e il titolare del nome a dominio non dimostra di avere diritto o titolo in relazione allo stesso, il nome dominio viene riassegnato al titolare del marchio.
La procedura UDRP non prevede limitazioni di tempo: il titolare del marchio che scopre l’esistenza di un nome a dominio simile o identico al proprio marchio può utilizzarla in qualsiasi momento. Inoltre, nei rari casi di insuccesso, la scelta della procedura UDRP non preclude al titolare del marchio un successivo ricorso per via giudiziale. I vantaggi di questa procedura sono evidentemente molto apprezzati poiché è già stata utilizzata per risolvere oltre 56 mila casi di cybersquatting.
Le cifre per il 2021
Nel 2021 le dispute riguardanti nomi a dominio gestite dall’OMPI tramite procedura arbitrale sono state 5128, ovvero oltre il 20% in più rispetto al 2020.
Per quanto riguarda in particolare la procedura internazionale UDRP, che è utilizzata nella maggioranza dei casi gestiti dall’OMPI, oltre il 94% delle dispute si sono concluse con la riassegnazione del nome a dominio al titolare del marchio, oppure con la sua cancellazione.
Anche il nostro studio nel 2021 ha registrato un aumento di depositi di procedure arbitrali per la risoluzione di conflitti fra marchi e nomi a dominio, ovvero circa 80 casi di cui la maggior parte presso l’OMPI.
I maggiori utenti della procedura UDRP
La grande maggioranza dei casi di UDRP riguardano nomi a dominio con estensione .com. I titolari di marchio con il maggior numero di casi UDRP sono Philip Morris (tabacco), Morgan Stanley (servizi finanziari), BB IN Technology (giochi online), Licensing IP (intrattenimento per adulti) Lego (giocattoli) Instagram (Social Media) e Intesa Sanpaolo (Servizi bancari). Considerando che ogni caso può riguardare più nomi a dominio, è invece Facebook (oggi Meta) ad avere utilizzato la procedura per il maggior numero di nomi a dominio.
Utenti italiani al settimo posto per uso dell’UDRP
Gli utenti italiani, con 1958 dispute sottoposte all’UDRP, sono settimi nella classifica internazionale degli attori nella procedura UDRP per recuperare uno o più nomi a dominio, dopo gli Stati Uniti, la Francia, il Regno Unito, la Germania e la Svizzera. Per quanto riguarda la nazionalità dei convenuti, gli Stati Uniti sono in testa alla classifica, seguiti da Cina, Regno Unito, Francia, Spagna, Australia e Canada.
La sorveglianza sulle registrazioni di nomi a dominio
Ovviamente è consigliabile registrare sempre il proprio marchio come nome a dominio nei principali registri di interesse: ma nell’impossibilità di registrare tutti i nomi a dominio potenzialmente confondibili con i propri marchi, diventa prioritario anche attivare un servizio di sorveglianza contro la registrazione da parte di terzi di nomi a dominio confondibili con il proprio marchio, per poter affrontare tempestivamente eventuali casi di cybersquatting: alcune procedure per il recupero del nome a dominio diverse dall’UDRP possono essere attivate solo entro precisi dei limiti temporali dalla registrazione del nome a dominio.
Per saperne di più
Hai necessità di proteggere il tuo marchio online o recuperare un nome a dominio? Contattaci per parlarne con un esperto.
Contenuti correlati
Approfondimenti – Marchi e nomi a dominio
[:en]The number of domain name disputes submitted to arbitration procedures through WIPO increased by over 20% in 2021; over 94% of cases are resolved either with the reassignment or cancellation of the domain name in a short time and with no need for legal proceedings.
The relentless growth of e-commerce, accelerated by the pandemic, has confirmed the strategic importance of registering the domain name corresponding to an enterprise’s trademark of a business and to the products it is used upon.
However even when registration of the domain name identical to the trademark is secured by the trademark owner, it may happen that domain names with different extensions, identical or similar to the trademark, are registered by third parties in bad faith: this is known as cybersquatting.
Often the quickest and cheapest way to recover a domain name that is similar or identical to a trademark, where negotiation is not an option, is resorting to arbitration procedures.
Solving a cybersquatting case through an arbitration procedure
The international arbitration procedure known as UDRP (Uniform Dispute Resolution Policy), administered non-exclusively by the World Intellectual Property Organization (WIPO), allows trademark owners to recover domain names registered by third parties in all generic top-level domain (gtld) registers and in many national (cctld) registers, if the following conditions are met:
a) the disputed domain name is identical, or confusingly similar, to the earlier trademark of the complainant;
b) the owner of the disputed domain name has no right or title in connection with the disputed domain name;
c) use and registration of the disputed domain name have taken place in bad faith;
If the person requesting reassignment proves conditions a) and c), and the owner of the domain name does not prove that it has right or title in connection with it, the domain name is reassigned to the owner of the trademark.
There is no time limit to apply for the UDRP procedure: the trademark owner who discovers the existence of a domain name that is similar or identical to the trademark can submit a complaint at any time. Moreover, in the rare event of an unsuccessful complaint, legal proceedings may still be brought before a court. The UDRP procedure has already been used to solve over 56 thousand conflicts, proving that users appreciate its advantages.
Figures in 2021
5128 domain name disputes were settled through WIPO’s arbitration procedures in 2021, an increase of over a 20% on 2020.
As for the international UDRP procedure, used for the majority of cases managed by WIPO, over 94% of disputes terminated either in the reassignment of the domain name to the trademark owner, or in cancellation of the domain name.
Our firm has also filed a record number of complaints in 2021 for clients seeking to solve conflicts between trademarks and domain names: 80 cases, most of which filed with WIPO.
Strongest UDRP users
The vast majority of UDRP cases concern domain names in the .com register. Trademark owners that filed the highest number of UDRP complaints are Philip Morris (tobacco), Morgan Stanley (financial services), BB IN Technology (online games), Licensing IP (adult entertainment) Lego (toys) Instagram (social media) and Intesa Sanpaolo (banking services).
Several domain names can be bundled into a single complaint, and Facebook is the company that has resorted to the procedure for the highest number of domain names.
Top 7 UDRP users by country
The top 7 UDRP users list by nationality is led by the United States followed by France, the United Kingdom, Germany, Switzerland and Italy. As for the nationality of defendants, the United States lead again, followed by China, the United Kingdom, France, Spain, Australia and Canada.
Surveillance for domain name registrations
The obvious advice for any trademark owner is to register the trademark also as a domain name in the main registries of interest, but as it is impossible to cover all domain names in potential conflict with a trademark, activating a surveillance service against third-party registration of conflicting domain names is essential to be able to take action immediately in cybersquatting cases: some procedures for recovering a domain name other than the UDRP can be activated only within a time limit after the domain name’s registration.
Related content
Information – Trademarks and domain names
[:]